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Museo di Arte Sacra
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Museo di Arte Sacra
L’apertura del Museo di Arte Sacra di Incisa in Val d’Arno rappresenta il conseguimento di un importante obiettivo nel quale l’Amministrazione Comunale ha voluto impegnare energie e risorse.
Questo progetto nasce dalla volontà di recuperare, restaurare e valorizzare il nostro patrimonio artistico e architettonico il quale, per il suo importante valore simbolico, rappresenta la storia, la cultura e le tradizioni proprie di questi luoghi.
Grazie alla collaborazione con la Curia Vescovile di Fiesole, con la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico delle Province di Firenze, Pistoia e Prato e con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, è stato possibile dare una collocazione adeguata agli oggetti e alle opere provenienti dalle chiese di campagna del territorio comunale, salvaguardando la loro appartenenza al contesto territoriale.
|  Oratorio del Crocifisso |
La collocazione del Museo presso l’Oratorio del Crocifisso, situato nella parte antica dell’abitato incisano, denominata “il Castello”, nasce dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di recuperare e valorizzare l’intera area come fulcro delle origini del nostro paese.
Incisa in Val d’Arno, infatti, è stata storicamente meta di viandanti, mercanti e pellegrini, luogo di culture molteplici e forti contaminazioni; per questo ci auguriamo, con questo Museo, di poter offrire a chiunque vorrà visitarlo parte della ricchezza custodita nella nostra storia e nelle nostre radici.
Vogliamo quindi ringraziare sinceramente tutti coloro che hanno reso possibile l’apertura di questo nuovo spazio museale, in particolare la dottoressa Caterina Caneva che, con passione e professionalità, ha ordinato il Museo di Arte Sacra ad Incisa in Val d’Arno.
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| Il Sindaco | L’Assessore alla Cultura |
| Manuele Auzzi | Elisa Simoni |
L’Oratorio del Crocifisso di Incisa
San Lorenzo a Cappiano, San Michele a Morniano, San Quirico a Montelfi: l’elenco potrebbe continuare. Sono i nomi di comunità un tempo popolari raccolte all’ombra di campanili dai nomi venerabili, nel territorio di Incisa in Val d’Arno.
La Modernità, qui come dappertutto nell’antica Italia rurale, è passata come un rullo compressore spopolando paesi e campagne, dissolvendo consuetudini, oscurando tradizioni che avevano resistito impavide per secoli, distruggendo e disperdendo opere d’arte, documenti, memorie.
I relitti di un così vasto e doloroso naufragio trovano ora degna collocazione presso l’Oratorio del Crocifisso di Incisa. Sono dipinti di autori e di scuole prestigiosissime (Sebastiano Mainardi, Domenico Ghirlandaio, Orazio Fidani), sono arredi liturgici, paramenti, ex-voto, dipinti. E’ un pezzo di storia che possiamo dire – non senza orgoglio – di avere salvato da morte certa. Le premure della Curia Vescovile di Fiesole, l’impegno del Comune di Incisa che ha finanziato quasi per intero l’allestimento del Museo di Arte Sacra, i finanziamenti della nostra Amministrazione che hanno permesso di portare a termine non pochi restauri e – non ultimo – il lungo appassionato e competente lavoro di Caterina Caneva, tutrice ormai “storica” di questa parte della provincia fiorentina, hanno fatto il miracolo. Ora il piccolo ma prezioso Museo di Arte Sacra dell’ Oratorio del Crocifisso ad Incisa in Val d’Arno esiste e viene ad aggiungersi ai molti altri che da Montespertoli a Campi Bisenzio, da Certaldo all’ Impruneta, da San Casciano a Lastra a Signa circondano, come un anello d’oro, Firenze.
Il museo di Incisa è stato concepito e in gran parte realizzato quando le competenze territoriali appartenevano ancora all’Ufficio di Via della Ninna. La riforma recente, con l’istituzione del Polo autonomo dei grandi musei fiorentini, ha consegnato alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici responsabilità ed oneri nuovi ed ingenti.
Non muta tuttavia, nel concorde e amichevole passaggio di consegne intervenuto fra noi Soprintendenti, l’impegno dell’Amministrazione tutta a vigilare affinché il mirabile patrimonio artistico di proprietà ecclesiastica conservato nel territorio delle tre province di Firenze, Pistoia e Prato, abbia le attenzioni che merita.
Alcune delle foto del Museo:
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